Category Archives: Pubblico Impiego

LAVORO PUBBLICO E BENE COMUNE. DALLA CASTA ALLA COMUNITÀ PROFESSIONALE

Si parla di “Opzione Zero”. Ciò che si vede nel rapportarsi con le Pubbliche Amministrazioni: una serie di funzionari preparati, esperti, competenti, anche perché l’età media è sopra i 50 anni, che tuttavia non hanno alcuna ragione per assumersi delle responsabilità! Questo è un esempio di “Opzione Zero”, cioè di quell’insieme di regole, meccanismi, dinamiche del sistema pubblico, che bloccano e paralizzano gli italiani e il paese intero, le buone e possibili iniziative e assunzioni di rischio. Occorre affrontare i veri problemi che creano l’Opzione Zero, che immobilizzano la Pubblica Amministrazione (prima parte dell’intervento di Francesco Delzio)..

VIDEO COLLEGATO :

LA MADIA, GLI ACCORDI ED I TEMPI

Il Ministro Madia a fine giugno, nel corso di un Convegno della CGIL, ha dichiarato che il Governo era pronto ad avviare le trattative per il contratto del Pubblico Impiego e che sarebbero partite a metà luglio. Manca ancora qualche giorno alla metà di luglio, pochissimi per la verità, ma ancora una volta i tempi che un Ministro dichiara sono del tutto indicativi.

L’unica novità è che l’ARAN ha convocato le Confederazioni per il 13 luglio ’16 per la sottoscrizione dell’Accordo sui comparti …ma tutti noi sappiamo che il rinnovo del Contratto è ben altra cosa.

Al Signor Ministro non saremo di certo noi a ricordare che prima di poter far convocare i Sindacati:

  1. manca ancora l’Atto di Indirizzo del Governo,
  2. manca la sottoscrizione del CCNQ (in realtà non c’è neanche un’ipotesi di accordo) con il quale si individueranno i Sindacati rappresentativi nei nuovi Comparti (per la cronaca: noi siamo rappresentativi e lo saremo anche nel coparto delle Funzioni Centrali).

Prima di fare le dichiarazioni non sarebbe meglio informarsi sulle procedure e sulla tempistica?

Nel frattempo ricordiamo che la sentenza con la quale la Corte Costituzionale ha dichiarato  illegittimo il blocco dei contratti del Pubblico impiego ha spento la sua prima candelina, la nostra Federazione ha depositato il ricorso presso il Tribunale di Roma (R.G. 23107/2016), tutti i ricorsi non gratuiti depositati (forse!) alla CEDU da altre sigle diventano inutili e, purtroppo, i lavoratori aspettano che le dichiarazioni di un Ministro della Repubblica corrispondano, una volta ogni tanto, alla realtà.

Il Governo impieghi questo tempo per trovare risorse, serie, per tutti i lavoratori perché vogliamo ricordare che “lavoratori d’oro” nel Comparto Funzioni Centrali non ce ne sono, in compenso ci sono tanti lavoratori che stentano ad arrivare a fine mese e che dal 2009 aspettano il rinnovo contrattuale.

Il Segretario Generale
(Claudia Ratti)

Speriamo che l’Istat non diventi una seconda Bagnoli Futura!!

Venerdì 8 Luglio nel tardo pomeriggio viene pubblicata sulla intranet dell’Istat la deliberazione n. 92/DGEN del 08/07/2016 della Direzione Generale, con la quale si approva il Piano di Mobilità 2016-2018.

Stranamente il piano di mobilità viene deliberato il giorno dopo l’uscita di un interessante articolo del quotidiano “Il Mattino” riguardante un precedente incarico ricoperto dal nostro attuale Direttore Generale presso la Bagnoli Futura S.P.A.

Di seguito uno stralcio dell’articolo del “Il Mattino” del 7 Luglio 2016:

A sorpresa, tra i crediti non ammessi figurano anche le spettanze di Tommaso Antonucci, ex direttore generale della Società di trasformazione urbana, nominato nel 2012, in piena era de Magistris, come successore di Mario Hubler. Ad Antonucci, ora direttore generale dell’Istat, che aveva presentato richiesta per 189.520,11 euro, la curatela ha ritenuto di non riconoscere nulla. Il Collegio dei curatori, è scritto nelle motivazioni, «esprime parere contrario all’ammissione, eccependo l’inadempimento del ricorrente rispetto alle prestazioni oggetto delle ragioni creditorie sottese alla domanda, in ragione delle responsabilità che si faranno valere in sede separata, con particolare, e non esclusivo, riguardo alla partecipazione del ricorrente nel procrastinare l’emersione dello stato della crisi e all’aver preso parte al compimento di atti contrari ai principi di sana e prudente amministrazione». Sulla base di queste ragioni, il Tribunale fallimentare «rigetta la domanda». Respinta anche la richiesta di 79.893,13 euro avanzata dalla società Deloitte & Touche spa. Il Collegio, «alla luce degli accertamenti» esprime parere contrario, per «l’inadempimento del ricorrente rispetto alle prestazioni oggetto delle ragioni creditorie sottese alla domanda, avendo riscontrato che l’istante, società di revisione contabile, ha certificato numerosi bilanci della fallita società, nonostante gli stessi fossero viziati da rilevanti irregolarità ed errori anche di valutazione e rappresentazione».

A nulla sono servite le accese proteste delle RSU, dei Lavoratori e dei Sindacati, la Direzione Generale ha proseguito spedita, deliberando in pochissimi giorni il Piano di Mobilità, modificando lievemente, ma lasciandolo intatto nella sostanza e nei numeri, in modo da poter sostenere la rivisitazione dopo il passaggio ai Sindacati, alle RSU, ed al Consiglio.

Tutte le richieste sono state completamente disattese, anzi si è trovato il modo di rendere ancora più criptica e farraginosa la procedura di mobilità interna.

Come abbiamo già fatto notare, nello specifico, in seguito ai trasferimenti dei servizi informatici ITB e ITC a via Tuscolana, e della Direzione centrale affari amministrativi (DCAA) a viale Liegi, e più in generale, nello spostamento di oltre il 50% del personale dell’Istat, si verificheranno serie carenze di competenze specifiche e frammentazione dei servizi, infatti, non tutto il personale potrà essere spostato in quanto molti giustamente tutelati, usufruiscono di legge 104/92, benefici per cure parentali. A nostro giudizio, i dirigenti sindacali da tutelare dovrebbero essere solo coloro che hanno reali incarichi dirigenziali a livello provinciale, regionale, nazionale, nelle rispettive organizzazioni effettuando una ricognizione temporale non troppo vicina alla data di presentazione del Piano di Mobilità, in quanto riteniamo che un rappresentante sindacale non debba godere di diritti speciali, ma piuttosto provvedere alla tutela dei propri iscritti e di tutti i lavoratori.

L’Amministrazione intende sostituire il personale che per anni ha lavorato in settori specifici con competenze di alto profilo. Vorremo capire come uno sviluppatore informatico possa diventare in un giorno, un sistemista o addirittura andare a lavorare in ragioneria, al personale, o perché no, gestire gare d’appalto! Oppure spostare un collega amministrativo alla gestione dei sistemi informatici, gli esempi potrebbero essere infiniti…

Lo spostamento di un dipendente dopo aver sostenuto un colloquio strutturato, equivale a mandare a lavorare il povero malcapitato

sull’isola che non c’è….

Ad oggi l’Amministrazione non ha reso noto come intende procedere sul piano logistico allo spostamento di tante persone e tante suppellettili, forse basta utilizzare appieno il contratto di facchinaggio con circa pochi addetti ed un camioncino…. BUONA FORTUNA!

Se si procede su questa strada, la frammentazione dei servizi, la dequalificazione delle professionalità, e l’umiliazione

del personale saranno INEVITABILI!!!!

Questa Amministrazione si preannuncia un FALLIMENTO TOTALE, che l’Istat non merita dopo 90 anni di onorato servizio alla Nazione, come, peraltro, tante volte elogiata dal Presidente G. Alleva.

Federazione Intesa FP esorta tutto il personale, e gli organi competenti presenti in Istituto (Consiglio, Collegio dei Revisori dei Conti, Responsabile Anticorruzione) a valutare attentamente tutti gli aspetti, economici, logistici, amministrativi, e di pertinenza del Responsabile Anticorruzione, riguardanti l’adozione del il Piano di Mobilità 2016-2018.

Roma il 18/07/2016

Federazione Intesa Funzione Pubblica

Lodovici Franco

VENTO DI CAMBIAMENTO soldi e meritocrazia nel prossimo rinnovo contrattuale

Il Ministro Madia ha dichiarato che il Governo è pronto ad avviare le trattative per il contratto del Pubblico Impiego e non possiamo che essere soddisfatti, ma …

• Sono passati 7 anni dall’ultimo rinnovo contrattuale e la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo il blocco dei contratti del Pubblico impiego il 23 giugno 2015;
• Diversi Tribunali hanno già dichiarato illegittimo il blocco, da ultimo il Tribunale di Bologna con sentenza n.428/2016 del 21 giugno ’16 ha accertato “l’illegittimità della sospensione della contrattazione collettiva nei limiti e nei termini della sentenza della Corte Costituzionale n. 178/2015 con decorrenza dal 30.7.2015, con conseguente diritto dei ricorrenti alla percezione di quanto agli stessi dovuto all’esito della contrattazione collettiva nazionale”, condannando anche il Ministero della Giustizia a rimborsare alle parti ricorrenti le spese di lite liquidate in € 3.000,00.
• Il ricorso depositato dalla nostra Federazione presso il Tribunale di Roma (R.G. 23107/2016) prosegue il suo iter, a breve conosceremo anche la data della fissazione dell’udienza e tutti i nostri iscritti potranno aderire a sostegno delle istanze.
• Tutti i ricorsi non gratuiti depositati (forse!) alla CEDU da altre sigle diventano inutili.

Trascorreremo, speriamo, i prossimi mesi discutendo del Contratto ma sia chiaro fin d’ora che devono esserci risorse per tutti, che non siano irrisorie e ridicole come quelle paventate fin d’ora e che il nuovo contratto deve incentivare, premiare, riconoscere il merito e la professionalità dei moltissimi dipendenti pubblici perché i fannulloni ed i “furbetti del cartellino” sono una piccolissima parte che deve essere riconosciuta, isolata e, perché no, cacciata e non una “specie protetta” da Amministrazione e Sindacati.

Dobbiamo restituire ai dipendenti pubblici l’orgoglio dell’appartenenza e della rappresentanza delle Istituzioni ed il rinnovo del Contratto è un’occasione che non deve sfuggire.

E’ arrivato il momento di cambiare, da noi.

Nuovo portale – Convenzioni per te


Convenzioni

Siamo convinti che in un momento come questo, più che in altri, che agli euro che i sindacati chiedono per l’iscrizione alla propria associazione devono corrispondere anche dei benefici concreti.

La nostra politica sindacale ai tavoli di contrattazione e le nostre scelte di azione, spesso isolate perché dettate da ragioni di giustizia e non di opportunità, negli anni hanno consentito la crescita sana della nostra Federazione della quale tutti noi siamo orgogliosi.

Noi vorremmo che anche tutti i nostri iscritti siano soddisfatti delle nostre scelte, che apprezzino la nostra organizzazione ed il nostro agire e che ricevano dei benefici, anche di concreto risparmio, dall’adesione alla nostra associazione.

Questa nostra attenzione nei confronti dei nostri iscritti si è tradotta concretamente nel nuovo portale dedicato alle numerose convenzioni (viaggi, sport, esercizi commerciale di uso comune, studi professionali, studi medici); le convenzioni sono diffuse capillarmente su tutto il territorio nazionale ed alcune on-line.

Vi alleghiamo una spiegazione dettagliata sull’utilizzo del portale sulle modalità di registrazione e di fruizione dei vantaggi esclusivi riservati ai nostri iscritti.

Nell’ottica di fornire un servizio accessorio di gradimento ai nostri iscritti vi invitiamo a visitare la pagina CONVENZIONI sul nostro sito.

A breve saranno distribuite a tutti i nostri iscritti le tessere associative.

Segretario Generale
Claudia Ratti

ANCORA UNA NUOVA RIORGANIZZAZIONE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE


A distanza di ben (soli!) 6 anni dal passaggio dagli Uffici Locali alle Direzioni Provinciali, l’Agenzia delle Entrate e del Territorio è pronta per un nuovo riassetto a livello periferico, ancora in corso di studio da parte della commissione incaricata.

 

La prima novità riguarda i modelli di Direzioni che saranno su base Distrettuale e non più provinciale. Il modello definito “standard” prevede la creazione di una nuova struttura denominata “Direzione Distrettuale” articolata in “Fiscalità generale e d’impresa” ed in “ Anagrafe immobiliare e fiscalità atti”.

 

Per le “aree metropolitane”, ove sono attualmente presenti più Direzioni Provinciali o U.P. Territorio (es. Napoli, Roma, Milano), la “fiscalità generale e d’impresa” e “l’anagrafe immobiliare e fiscalità atti” continueranno ad essere separate in sedi decentrate e sarà presente un ulteriore ufficio denominato “Controlli e consulenza imprese medie”.

 

Questo nuovo riassetto operativo sarà sperimentato, in primis, nella D.P. di Grosseto, verosimilmente in autunno, con la creazione di un unico codice identificativo per gli uffici territoriali e gli uffici provinciali del territorio e l’adeguamento dei software gestionali.

 

Riservandoci di analizzare ed approfondire ulteriormente il progetto di riassetto, seguiremo, step by step, con il contributo dei nostri iscritti coinvolti, la sperimentazione nella Dp pilota.

Il coordinatore nazionale
Ciro Craus

JOB ACT … SI, NO? MAH. La Corte di Cassazione modifica, in pochi mesi, il precedente orientamento


jobs_sl-1329305028Se un dipendente statale viene licenziato illegittimamente ha diritto alla reintegra nel posto di lavoro e non alla sola tutela risarcitoria o indennitaria perché ai licenziamenti nel pubblico impiego non si applica l’articolo 18 così come riformato dalla legge Fornero. E’ quanto ha stabilito la Cassazione (Sent.11868/16) il 9 giugno modificando la propria decisione del novembre 2015 (sent.24157/15). L’evidente contrasto potrebbe portare presto ad una decisioni delle Sezioni Unite che sarà dirimente. Ma per noi il punto non è tanto applicabilità si o no delle norme privatistiche del licenziamento ai dipendenti pubblici quanto la duplicità di regime, che ancora esiste, tra i dipendenti privati ed i dipendenti pubblici privatizzati.

I due regimi diversi (pubblico e privato) che secondo illustri avvocati giuslavoristi rappresentano una disuguaglianza, una discriminazione insostenibile anche da un punto di vista costituzionale, deve essere eliminata? Bene!

E così se da un lato i dipendenti pubblici potranno essere soggetti alle norme sul job act, dall’altro lato potrà prevedersi la 14a mensilità, l’anticipo del TFR, il rinnovo tempestivo dei contratti adeguati al costo della vita (l’ultimo rinnovo contrattuale risale al 2009), il salario accessorio commisurato al merito ed alla produttività, la piena responsabilità decisionale dei dirigenti (che non deve limitarsi ad attuare le direttive del Superiore Ministero, della Funzione Pubblica, dell’ARAN che esprimono nella maggior parte dei casi pareri non vincolati), la previsione di una tempistica da rispettare nell’applicazione degli accordi e, in caso di mancato rispetto, un’adeguata sanzione per i dirigenti responsabili. Perfino la Corte dei Conti, nella relazione del 2016 giunge ad auspicare ”che la contrattazione collettiva affronti i nodi irrisolti del pubblico impiego (…)”. Il rischio da evitare, aggiunge la Corte dei Conti, “è quello di una contrattazione minimale che, anche in relazione alla scarsità delle risorse disponibili, si limiti a prevedere incrementi indifferenziati sulle sole componenti fisse della retribuzione”.

Pare che sia difficile da capire che i dipendenti pubblici non sono privilegiati fannulloni, siamo disponibili al cambio delle regole ed al loro pieno rispetto … di tutte!

Il Segretario Generale
(Claudia Ratti)

SUCCESSO DILAGANTE. La “bacheca scambio sede” si espande


 bacheca scambi grande

Anni fa la nostra Federazione ha realizzato una bacheca on line per favorire gli cambi di sede dedicata ai dipendenti del Ministero della Giustizia. Nel corso degli anni sono state inserite migliaia di richieste, moltissime delle quali sono andate a buon fine perché gli scambi non hanno trovato alcun ostacolo dall’Amministrazione. Siamo stati soddisfatti dei risultati ottenuti perché il nostro obiettivo è quello di rendere un buon servizio ai nostri iscritti … ci siamo riusciti.

Il successo ottenuto ci ha spinto oltre ed abbiamo aperto la piattaforma ai colleghi degli altri Ministeri ed Agenzie, in modo da favorirne lo scambio.

Non tutti sanno che esiste la possibilità di uno scambio di dipendenti della P.A. (purché esista l’accordo delle amministrazioni di appartenenza ed entrambi i dipendenti posseggano un corrispondente profilo professionale, ovvero svolgano le medesime mansioni).

Chiariamo, com’è nostra abitudine fare, che la genericità della norma consente ampia discrezionalità alle Amministrazioni che devono rilasciare il nulla osta, anche in caso di identico mansionario e di identico comparto. Riteniamo che l’interscambio sia un ottimo sistema per coniugare le proprie esigenze personali (avvicinandosi a casa) e professionali (con un nuovo e diverso lavoro), lo svantaggio dovuto alla perdita di una risorsa per l’Amministrazione è virtualmente nullo, o comunque ridotto al minimo, perché verrebbe compensato dall’acquisizione di altro personale (appunto con lo … scambio).

 

La procedura è semplicissima:

 

  1. Tutti (iscritti e non iscritti) possono collegarsi al sito ed inserire tutti i dati richiesti;
  2. la richiesta, dopo l’approvazione della segreteria, viene pubblicata (chi consulta la bacheca leggerà solo la qualifica, la sede di servizio attuale e la sede desiderata del lavoratore disponibile allo scambio, ogni altro dato verrà trattato nel rispetto della privacy);
  3. la segreteria acquisisce i dati e li incrocia con quelli di altri colleghi: se ci sarà la possibilità di uno scambio con un collega di pari qualifica nella sede del comune dove si vorrebbe andare si favorisce lo scambio, creando il “ponte” tra gli interessati.

 

Maggiori saranno le inserzioni, più alte saranno le possibilità di successo negli scambi.

 

Possiamo concludere affermando, senza timori di essere smentiti, di essere l’unico Sindacato ad aver ideato e realizzato questo servizio mettendolo gratuitamente a disposizione di tutti i colleghi. Vogliamo compiere, ancora una volta un piccolo passo in avanti.

Il Segretario Generale
(Claudia Ratti)

Ricorso alla CEDU – tra insidia e illusione


trappolaI Signori Lavoratori sono invitati a prestare Attenzione alle Trappole dei ricorsi farsa!

 

L’UNICA RAGIONE PER NON PATROCINARE UN’INIZIATIVA LEGALE INNANZI ALLA CEDU È L’EVIDENTE INFONDATEZZA.

Oltre al dispiacere di vedere colleghi cadere nella “trappola” di questa iniziativa, in cambio di un miraggio, riteniamo primario dovere dichiarare anche il nostro punto di vista per tutelare i lavoratori.

Vogliamo ricordare che la nostra Federazione:

  • Non si è mai sottratta nell’organizzare delle iniziative giudiziali per tutelare i propri iscritti, perché ha una segreteria dedicata, ha dei professionisti che da anni approfondiscono le problematiche del pubblico impiego ottenendo risultati degni di considerazione e, non da ultimo, ha una rete capillare di legali sul territorio.

 

  • Non ha mai patrocinato iniziative legali infondate che avrebbero consentito di acquisire iscrizioni e soldi, ha invece organizzato (e continuerà a farlo) delle iniziative legali per tutelare i propri iscritti cercando di ottenere il massimo risultato possibile… è cronaca di questi giorni il rimborso, di qualche migliaia di euro pro capite, che stanno ottenendo diverse centinaia di nostri iscritti per il positivo esito di un nostro contenzioso per la Legge Pinto.

 

  • Non si è mai “vergognata” di seguire iniziative di altri Sindacati, ai quali sappiamo riconoscere anche dei meriti, laddove ci sono. Ricordiamo che due Tribunali a seguito di giudizi promossi da altra O.S. (onore al merito) se da un lato hanno rigettato la richiesta di risarcimento danni, hanno dichiarato illegittima la sospensione del CCNL ed il diritto dei ricorrenti al rinnovo contrattuale.

 

Qualche domanda sorge spontanea:

  • E’ mai possibile che i migliori legali messi in campo da noi oltre che dall’UNSA, dalla CGIL, CISL, UIL ritengono infondata la strada dell’azione presso la CEDU (alleghiamo anche il parere pro veritate reso alla CGIL) e una Confederazione con le sue articolazioni, si affanna nel dimostrare le proprie ragioni arrampicandosi sugli specchi?

 

  • E’ serio aderire ad un’iniziativa giudiziale non conoscendo l’avvocato (o gli avvocati) che gestiranno la questione?

 

  • E’ serio avvertire “tutti i ricorrenti, gli iscritti al sindacato e i dirigenti sindacali che in base a precisi accordi intrapresi tra la Confederazione ***** ed il pool di avvocati che patrocineranno il ricorso alla CEDU che I RICORRENTI PER NESSUN MOTIVO DOVRANNO SCRIVERE O TELEFONARE AGLI AVVOCATI” ? Strano, eppure l’art.27 del Codice deontologico forense prevede che “L’avvocato deve informare chiaramente la parte assistita, all’atto dell’assunzione dell’incarico, delle caratteristiche e dell’importanza di quest’ultimo e delle attività da espletare, precisando le iniziative e le ipotesi di soluzione” … qualcosa non torna.

 

  • E’ serio chiedere € 15 agli iscritti, € 20 ai neo iscritti e €150 a chi non si iscrive per depositare un unico ricorso con (dicono) migliaia di nomi, rilasciando un mandato a non si sa quale studio legale?

 

  • E’ serio scrivere fior di comunicati senza mai un nome del sottoscrittore responsabile?

 

Cerchiamo le risposte, sono semplici.

La domanda, frequentissima, che ci viene posta è: la Federazione INTESA FP cosa propone?

La sottoscrizione all’ARAN dell’accordo sui comparti del 5 aprile 2016 fa venir meno l’ultima scusa che aveva questo Governo per il blocco dei contratti, sono ormai passati 10 mesi dalla Sentenza con la quale la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo il blocco dei contratti del Pubblico impiego ed il Governo tace.

La Federazione INTESA sta percorrendo l’unica strada possibile e chiederà al Tribunale di Roma di condannare il Governo all’apertura delle trattative, dando la possibilità a tutti gli iscritti di intervenire gratuitamente nel giudizio.

Con la sottoscrizione del nuovo contratto i lavoratori dovranno percepire gli arretrati da luglio 2015 (data della Sentenza della Corte Costituzionale) e se ci saranno i presupposti per un’azione di risarcimento danni avremo 5 anni di tempo per intentarla.

Il termine di scadenza per ricevere le adesioni gratuite da tutti i nostri iscritti è fissato al 15 maggio 2016

Meditate gente … meditate!

Il Segretario Generale

(Claudia Ratti)

C.U.G. al MIT

Mi auguro che il CUG del nostro Dicastero finalmente faccia sentire in modo deciso la sua voce :
alla luce dell’incontro svoltosi giusto ieri e che ha stabilito il requiescat in pacem dei colleghi di viale dell’arte con la vittoria non sui mari, dove dovrebbero essere, ma su viale dell’arte dei militari della Guardia Costiera che prenderanno possesso di quasi tutta la struttura.
Come già detto nell’ambito del primo incontro, il CUG deve svolgere il suo compito basilare espresso chiaramente nel suo decreto di attuazione.
Se così non dovesse essere, se si dovesse dare solo “una leccata di faccia” volti solo ad organizzare il Forum o vari workshops ,con il bene placet dell’Amministrazione, io in rappresentanza della mia Federazione, ritirerò la delegazione dal CUG, comunicando ufficialmente a chi di dovere le giuste spiegazioni.

Il Coordinatore Nazionale
Agostino Crocchiolo