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LA SPARTIZIONE DELLE RISORSE DELLA C.D. CARTOLARIZZAZIONE HA ANCORA SENSO?

08/06/2015

errore-120x120       Oltre 250 milioni di euro destinati in gran misura ai dirigenti del Ministero dell’Economia, Entrate e Dogane

Ha ancora un senso la spartizione di più di 250 milioni di euro, destinati ai dirigenti e, in misura molto ridotta, ai dipendenti del Ministero dell’Economia e dell’Agenzia delle Entrate e delle Dogane, nella attuale situazione economica? Il Segretario Generale della Federazione Intesa, Francesco Prudenzano in una nota inviata alle agenzie di stampa spiega, in proposito, il punto di vista della Federazione. La legge che prevedeva questo “incentivo” è di ben 12 anni fa (art. 3, comma 165 della legge 350/2003) e non possono che nascere forti perplessità sulla logicità e razionalità di questa norma quando le stesse somme (stiamo parlando di più di 250 milioni di euro) potrebbero avere migliore e più corretta applicazione, una su tutte, ma non certo l’unica, l’esigenza di un rinnovo contrattuale che manca dal 2010. La somma è determinata dalla legge 350/2003 da tre voci: Il risparmio sugli interessi dei titoli di stato; recupero di risorse per la lotta all’evasione fiscale; la vendita degli immobili che da il nome all’incentivo ma che, paradossalmente, si è conclusa ormai da anni. Questo accordo desta ancora più perplessità se, tra le percentuali e i parametri usati nel testo, si evince che gli importi destinati ai dirigenti di prima fascia in media superano i 20.000 euro pro capite. L’accordo, che ha passato anche il controllo della Corte dei Conti il 6 maggio scorso, è ormai in attesa solo della sua liquidazione ma certo che in tempi di “Revisione della Spesa” è una cosa che fa riflettere e la Federazione non esclude iniziative per accendere l’attenzione su questa anomalia in tempi brevi.

Siamo tutti per la Pubblica Amministrazione, ma senza Stato.

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Lo Stato di crisi è perenne e non è un gioco di parole ma una formula magica che, sinteticamente, sembra dare un nome alle incertezze che si aggirano ormai da un paio di decenni nel nostro mondo occidentale.

Crisi non come trasformazione, come la intendevano i greci, ma piuttosto come dissoluzione, evaporazione dello Stato. Si sta dissolvendo ormai la fiducia verso ogni tipo di ordine, preferendo la idea di “flessibilità” e “innovazione” in sostituzione “stabilità” e “continuità”. In questo ordine che sta evaporando non si pensa più a cosa fare, se non piuttosto a chi lo farà, un concetto scontato e indiscutibile fino a qualche tempo fa.

Dall’evaporazione alla dissoluzione il passo è breve. Perché la più acuta delle crisi che stiamo vivendo è quella della rappresentanza, o più precisamente della “rappresentanza come la conosciamo”, quella ereditata, messa alla prova e sperimentata dalle generazioni che l’hanno creata aspettandosi che noi ne facessimo buon uso.

Ormai è scoppiata la bolla dell’illusione della crescita perenne col drastico calo del tenore di vita, il depauperamento di interi gruppi sociali ridotti allo stato di un “precariato” senza prospettive e aggredito dalla paura di una crisi globale, come quella affrontata nel 1929 ma con una sostanziale differenza: nel 1929 le vittime del crollo della Borsa, benché spaventate dai mercati che impazzivano e bruciavano fortune insieme a posti di lavoro, non avevano dubbi riguardo le soluzioni: in uno Stato forte, dotato del potere e della capacità di fare le cose, e nella politica con la capacità di decidere quali cose andassero fatte.

Ora però lo Stato non è più quello di cent’anni fa perché non ha i mezzi né le risorse per svolgere i compiti che una vigilanza efficace sui mercati e il loro controllo richiederebbero, per non parlare di regolamentazione e di gestione. Questa parte è stata assunta da forze transnazionali che operano in uno spazio politicamente incontrollato segnato dalla competizione più aspra.

Da qui dipendono la difficoltà di gestione, l’inutilità delle manovre correttive che si susseguono per far fronte a un’emergenza senza fine. Ognuno cerca di trovare soluzioni locali (le uniche possibili) a problemi globali, mentre sarebbero necessarie soluzioni globali a problemi locali.

La soluzione è stata ricorrere a una gestione di governo di tipo indiretto, ovvero liberata di ogni responsabilità, rinviandola al singolo cittadino. Concede ampia libertà di movimento in molti ambiti, rasentando la concessione a piccoli crimini, ma delega al privato buona parte delle funzioni.

Le garanzie sociali, che fino a qualche decennio fa costituivano il nerbo dell’esistenza individuale, sono gradualmente ritirate, sminuite o svuotate di significato. La certezza del posto di lavoro è stata messa in discussione. I tagli alla spesa pubblica limitano i servizi essenziali, dal diritto all’istruzione alla sanità.

L’esigenza di una spending review, di risparmiare di fronte a una pluriennale abitudine allo spreco delle risorse di cui proprio il sistema politico è stato il primo responsabile, mette in discussione la legittimità dei diritti acquisiti e sanciti dalle leggi. Tutto è divenuto opinabile, discutibile, traballante, destinato a restare in piedi o a essere cancellato con un tratto di penna a fronte di “esigenze improcrastinabili”,”problemi di bilancio”, “adeguamento alle normative europee”.

Dietro questa filosofia dell’incertezza che imperversa a livello globale c’è il convincimento che ognuno debba provvedere per sé, senza far carico agli altri dei propri bisogni, delle proprie lacune. Prevale il principio per cui ogni azione, ogni concessione, ogni servizio deve avere il suo tornaconto, gravare su chi ne usufruisce e non essere spalmato sull’intera collettività, cui spetta solo l’obbligo di contribuire in solido al mantenimento dell’apparato statale.

E su questo amaro presupposto che si dovrebbe rivedere il concetto di rappresentanza delle Organizzazioni sindacali, con la presa di coscienza della trasformazione che sta vivendo questo nostro mondo occidentale, senza aspettare che il Tempo e la Storia seppelliscano tutto.

Segretario Generale
Francesco Prudenzano

I RISPARMI FANTASMA DELLA DIFESA

08/06/2015concorsoesercito_rif

“Dopo alcuni anni di tagli per effetto della spending review e riduzioni di personale che si attesteranno a 10000 lavoratori,” dichiara G. Lustrissimi della Federazione Intesa FP “abbiamo assistito a chiusure di enti, accorpamenti di competenze e personale mobilitato sul territorio senza sapere se tutto questo abbia effettivamente ottenuto i risparmi annunciati.”

“Il riordino della Sanità Militare” continua la nota “attraverso il protocollo d’intesa siglato con le parti sociali, avrebbe dovuto riconoscere ai lavoratori della difesa il 25% dei risparmi ottenuti.”

“Ad oggi, nonostante numerose richieste di conoscere quanto risparmio abbia prodotto tale riordino, riscontriamo un totale silenzio del vertice politico.”

“Se la riduzione dei costi è la motivazione per attuare le riorganizzazioni ma il risparmio non ci viene ne reso noto ne riconosciuto in alcun modo, siamo autorizzati a pensare che detto risparmio non ci sia, ma venga richiamato solo per poter dare comunque attuazione ai riordini previsti.”

“Tutto ciò produce inevitabilmente effetti negativi sul personale della difesa e non può essere condivisibile”.

“Pertanto” continua il sindacalista “rinnoviamo la richiesta di conoscere i risparmi sino ad oggi ottenuti e sottolineiamo l’esigenza di rispettare il protocollo sottoscritto.”

“Chiediamo” conclude il sindacalista ”che in futuro ogni singola riorganizzazione sia accompagnata da una relazione economica finanziaria che vada a definire l’obbiettivo di risparmio e che ne preveda a posteriori la verifica del raggiungimento.”

Conflitti e soprusi, ecco le 7 prove del mobbing decise dalla Cassazione

Per ottenere il risarcimento stabiliti i parametri: tutti i requisiti devono essere provati. Si tratta di «azioni ostili», premeditate e persecutorie

Nicoletta Braschi nel film «Mi piace lavorare- Mobbing» di Francesca Comencini

Assodato che un capo insopportabile o malmostoso a giorni alterni e dei colleghi tenacemente molesti sei su sette (senza una corrispettiva voce a parte in busta paga) sono afflizioni comuni alla gran parte dei lavoratori, non tutte le angherie patite in ufficio da parte di superiori o di pari grado possono qualificarsi come mobbing . E garantire il diritto al risarcimento. Per disincentivare azioni legali avventate di mobbizzati immaginari e offrire ai giudici di merito un prontuario garantito, in mancanza di una normativa specifica, la Corte di cassazione, con sentenza n.10037/2015 ha individuato delle linee guida per riconoscere il vero mobbing .

I sette parametri del mobbing

Sette parametri con cui la vittima deve provare di essere stata danneggiata sul lavoro: ambiente, durata, frequenza, tipo di azioni ostili, dislivello tra antagonisti, andamento per fasi successive, intento persecutorio. Perché si configuri il mobbing devono ricorrere tutti e sette, non uno di meno.
Le vessazioni devono dunque avvenire sul luogo di lavoro (1). I contrasti, le mortificazioni o quant’altro devono durare per un congruo periodo di tempo (2) ed essere non episodiche ma reiterate e molteplici (3). Deve trattarsi di più azioni ostili, almeno due di queste (4): attacchi alla possibilità di comunicare, isolamento sistematico, cambiamenti delle mansioni lavorative, attacchi alla reputazione, violenze o minacce.
Occorre il dislivello tra gli antagonisti, con l’inferiorità manifesta del ricorrente (5). La vicenda deve procedere per fasi successive come: conflitto mirato, inizio del mobbing , sintomi psicosomatici, errori e abusi, aggravamento della salute, esclusione dal mondo del lavoro (6). Oltre a tutto quanto elencato, bisogna che vi sia l’intento persecutorio (7), ovvero un disegno premeditato per tormentare il dipendente.

Il caso

Nel caso per cui si è arrivati in Cassazione, che riguardava un impiegato pubblico, i sette elementi chiave c’erano tutti. Il ricorrente era stato demansionato, emarginato, spostato da un ufficio all’altro senza motivo, umiliato nel ritrovarsi come capo quello che prima era il suo sottoposto, assegnato a un ufficio aperto al pubblico ma privato della possibilità di lavorare. Già nel merito, dopo perizie e testimonianze, era stata riconosciuta l’esistenza del mobbing (verticale, ossia messo in pratica dal superiore, quello orizzontale è tra colleghi), confermato poi anche nel giudizio di legittimità.
Sette requisiti non sono pochi, considerato che l’onere della prova sta in capo al lavoratore. Anche il ragionier Ugo Fantozzi, prototipo di tutti i mobbizzati d’Italia, avrebbe faticato a farsi risarcire dal professor Guidobaldo Maria Riccardelli che lo costringe a vedere le 18 bobine della Corazzata Potëmkin in ginocchio sui ceci mentre in tv c’è la partita della Nazionale. Nella vita reale va appena meglio. Pochi mesi fa una dirigente del Comune de l’Aquila ha vinto la causa contro l’amministrazione. Fu sospesa per aver arrecato «disdoro» all’ente: non aveva portato le bottigliette d’acqua ai consiglieri durante una seduta estiva.

Pubblico impiego: il blocco dei contratti vale 35 miliardi

La stima in una memoria che l’avvocatura dello Stato ha inviato alla Consulta
L’effetto «strutturale» per i conti pubblici sarebbe pari a 16 miliardi l’anno

«L’onere» della «contrattazione di livello nazionale, per il periodo 2010-2015, relativo a tutto il personale pubblico, non potrebbe essere inferiore a 35 miliardi». Così l’Avvocatura dello Stato nella memoria inviata alla Consulta in merito alla costituzionalità del blocco degli stipendi nel pubblico impiego. L’ «effetto strutturale» per i conti pubblici sarebbe di circa 13 miliardi» annui dal 2016.

Udienza il 23 giugno

La memoria guarda all’udienza della Corte Costituzionale in calendario per il prossimo 23 giugno, quando sarà esaminata la questione di legittimità costituzionale sul blocco della contrattazione nel pubblico impiego. Il documento firmato dall’avvocato dello Stato, Vincenzo Rago, nella parte conclusiva si sofferma quindi «sull’impatto economico delle disposizioni censurate, in relazione all’art. 81 e 97» della Costituzione. L’Avvocatura generale dello Stato precisa che «i rilevanti effetti finanziari derivanti dall’intervento normativo che si esamina sono evidenti. Ed infatti – prosegue – l’onere conseguente alla contrattazione di livello nazionale, per il periodo 2010-2015, relativo a tutto il personale pubblico, non potrebbe essere inferiore a 35 miliardi di euro, con un effetto strutturale di circa 13 miliardi di euro, a decorrere dal 2016».

Prerogative salvaguardate

Inoltre l’Avvocatura nella parte iniziale della memoria precisa come «in ogni caso le prerogative sindacali risultano salvaguardate e si sono estrinsecate, tra l’altro, nella partecipazione all’attività negoziale per la stipulazione dei contratti integrativi (Ccni), sia pure entro i limiti finanziari normativamente previsti» e «di contratti quadro». Poi, aggiunge, è rimasta in piedi la possibilità «di dar luogo alle procedure relative ai contratti collettivi nazionali, sia pure per la sola parte normativa». Ciò dimostra, secondo l’avvocatura, come «un’intensa attività contrattuale sia stata svolta, anche in pendenza del nuovo complesso normativo, ed abbia riguardato sia la contrattazione integrativa che quella nazionale».

AGENZIA UNICA ISPETTIVA, PERPLESSITA’ DELLA FEDERAZIONE INTESA FP

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Roma, 4 giu – Lavoro, in dirittura di arrivo il decreto  sulla costituzione della Agenzia Unica Ispettiva che dovrebbe  essere approvata entro il 16 giugno. Passa infatti nella Agenzia  oggi solo il personale delle DTL e DRL . Chiudono quindi le 85  sedi territoriali del ministero del lavoro ed al loro posto e  con le stesse competenze subentrano le sedi periferiche dell’Ispettorato  Nazionale, questo almeno il nome preannunciato della neo Agenzia  che conterà massimo 80 sedi territoriali e non oltre 6357 unità.  Soggetto unico ma con differenti retribuzioni visto che entrano  nella Agenzia con le stesse funzioni e poteri anche gli ispettori  di Inps ed Inail che guadagno mediamente circa 900,00 euro in  più al mese rispetto agli ispettori del lavoro. Il problema –  spiega Nicoletta Morgia, coordinatore nazionale Lavoro della  Federazione Intesa fp – è che formalmente si tratta di un soggetto  nuovo ed unico all’interno di una giungla di differenti trattamenti  retributivi a parità di funzioni. Insomma una riforma a costo  zero che nascerà già viziata nella sostanza e minerà forse la  funzionalità della stessa Agenzia. Lo dice il fatto che gli ispettori  Inps ed Inail hanno chiesto ed ottenuto oltre la sola “dipendenza  funzionale” ed il mantenimento dello status quo attraverso la  previsione di un ruolo ad esaurimento ad hoc, anche l’opzione  per restare nell’organico dell’Inps e dell’Inail con funzioni  amministrative. Ci chiediamo quindi – continua Morgia – se questo  sforzo di riportare la vigilanza in materia di lavoro sotto la  competenza di un unico soggetto basti da solo a ridare forza  e credibilità alla stessa funzione e soprattutto a far cessare  la campagna denigratoria che sfocia tutti i giorni in episodi  di aggressione del personale ispettivo. Il rischio? Che per il  personale ispettivo cambi tutto per non cambiare niente.

 

Roma, 03/06/2015 (informazione.it – comunicati stampa – economia) Lavoro, in dirittura di arrivo il decreto sulla costituzione della Agenzia Unica Ispettiva che dovrebbe essere approvata entro il 16 giugno. Passa infatti nella Agenzia oggi solo il personale delle DTL e DRL . Chiudono quindi le 85 sedi territoriali del Ministero del lavoro ed al loro posto e con le stesse competenze subentrano le sedi periferiche dell’Ispettorato Nazionale, questo almeno il nome preannunciato della neo Agenzia che conterà massimo 80 sedi territoriali e non oltre 6357 unità. Soggetto unico ma con differenti retribuzioni visto che entrano nella Agenzia con le stesse funzioni e poteri anche gli ispettori di Inps ed Inail che guadagno mediamente cica €900,00 in piu al mese rispetto agli ispettori del lavoro. Il problema – spiega Nicoletta Morgia, Coordinatore Nazionale Lavoro della Federazione Intesa fp – è che formalmente si tratta di un soggetto nuovo ed unico all’interno di una giungla di differenti trattamenti retributivi a parità di funzioni. Insomma una riforma a costo zero che nascerà già viziata nella sostanza e minerà forse la funzionalità della stessa Agenzia. Lo dice il fatto che gli ispettori Inps ed Inail hanno chiesto ed ottenuto oltre la sola “dipendenza funzionale” ed il mantenimento dello status quo attraverso la previsione di un ruolo ad esaurimento ad hoc, anche l’opzione per restare nell’organico dell’Inps e dell’Inail con funzioni amministrative. Ci chiediamo quindi – continua la Morgia – se questo sforzo di riportare la vigilanza in materia di lavoro sotto la competenza di un unico soggetto basti da solo a ridare forza e credibilità alla stessa funzione e soprattutto a far cessare la campagna denigratoria che sfocia tutti i giorni in episodi di aggressione del personale ispettivo. Il rischio ? Che per il personale ispettivo cambi tutto per non cambiare niente.

Fua 2013-2015 – Riunione 3 giugno

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Pubblichiamo la nota depositata nel corso della riunione del 3 giugno 2015 contenente le nostre osservazioni e proposte in merito alla bozza di ripartizione dei fondi FUA elaborata dall’Amministrazione

NOI CHIEDIAMO:

1. AUSILIARI– conferma che i fondi per le progressioni economiche dalla I alla II area siano ancora accantonati e disponibil e di avviare immediatamente il confronto per le procedure necessarie al passaggio.

2. LAVORO STRAORDINARIO– che il pagamento sia imputato a specifico capitolo di bilancio come avviene in ogni altra Amministrazione e non intaccare le risorse Fua già esigue.

3. BANCA ORE– la disciplina dell’istituto che è una realtà in tutti gli altri Ministeri ma che nel Ministero della Giustizia è tuttora inapplicata

4. FONDO DI SEDE– ampia informazione sugli strumenti di programmazione degli uffici per gli anni 2013-14 e per il 2015 la pianificazione di un sistema di condivisione prima che di informazione alle OO.SS. da parte del Ministero. Tutti i lavoratori debbono avere l’opportunità di contribuire al raggiungimento degli obiettivi programmati e ricevere un “premio” in base al risultato ottenuto.

5. DGSIA E CISIA– la specificazione che il personale DGSIA e CISIA sia tra i destinatari del fondo stanziato per l’Amministrazione Centrale.

6. POSIZIONI ORGANIZZATIVE– siano introdotte anche nel DOG parimenti a DAP, DGM e Archivi Notarili

7. FUA 2016– L’immediato avvio delle trattative per consentire una programmazione preventiva delle attività e degli obiettivi, strettamente correlate al premio da percepire.

Prossimo incontro fissato al 11 giugno 2015, sarà l’incontro definitivo ? Lo speriamo, per i lavoratori.

Nel corso della riunione odierna il Ministro ha comunicato che entro la fine di luglio 2015 verranno sbloccati i trasferimenti da Milano

 

PROTOCOLLO DEL MINISTERO DI GIUSTIZIA :   Prot-47_2015-nota-FUA-depositata

Libro Bianco Difesa , La Federazione Intesa FP ha chiesto incrementi retributivi e civilizzazione

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Un tavolo tecnico Amministrazione-sindacati per il personale civile

Roma, 03/06/2015 (informazione.it – economia) Un tavolo tecnico per individuare un percorso giuridico-normativo finalizzato al riconoscimento, nel comparto ministeri, delle specificità del personale civile della Difesa. La posizione della Federazione Intesa di settore è comunicata in una nota del Coordinamento Nazionale che, all’interno della discussione sul “Libro Bianco” in discussione tra parti sociali e Amministrazione della Difesa, annuncia anche l’ufficializzazione sull’avvio della valutazione della performance per il 2015 , percorso – continua la nota – che lascia perplessi visto la peculiarità di impiego del personale civile. Discussione a parte per il trasferimento del Segretariato Generale e delle quattro direzioni tecniche del Segretariato (Terrarm, Navarm; Armaereo e Teledife) nel comprensorio di Centocelle a partire dai primi mesi del 2016. Anche in questo caso – conclude la nota – le nostre azioni saranno finalizzate alla ricerca di soluzioni tese a limitare il disaggio che i colleghi potrebbero subire”.

http://cervelliamo.blogspot.it/   –  mercoledì 3 giugno 2015 

 

FEDERAZIONE INTESA CHIEDE RICONOSCIMENTO DI SPECIFICITA’ PERSONALE CIVILE

Libro Bianco Difesa, la Federazione Intesa fp chiede il riconoscimento della specificità per il personale civile.
Un tavolo tecnico per individuare un percorso giuridico-normativo finalizzato al riconoscimento, nel comparto ministeri, delle specificità del personale civile della Difesa.
La posizione della Federazione Intesa di settore è comunicata in una nota del Coordinamento Nazionale che, all’interno della discussione sul “Libro Bianco” in discussione tra parti sociali Amministrazione della Difesa, annuncia anche l’ufficializzazione sull’avvio della valutazione della performance per il 2015 , percorso – continua la nota – che lascia perplessi visto la peculiarità di impiego del personale civile.

Discussione a parte per il trasferimento del Segretariato Generale e delle quattro direzioni tecniche del Segretariato (Terrarm, Navarm; Armaereo e Teledife) nel comprensorio di Centocelle a partire dai primi mesi del 2016. Anche in questo caso – conclude la nota – le nostre azioni saranno finalizzate alla ricerca di soluzioni tese a limitare il disaggio che i colleghi potrebbero subire”.

Incontro con il Sottosegretario alla Difesa, Rossi.

Roma, 26/05/2015 (http://www.informazione.it)    (www.intollerante.net))

Giancarlo Lustrissimi Coordinatore Nazionale Intesa della Difesa, in una nota ha reso noto che nella riunione tenuta con il Sottosegretario Rossi è stato chiesto l’attuazione della civilizzazione attraverso il regolamento, quale strumento previsto dalla legge delega (L. 244) e il recupero della differenza retributiva che è almeno il 30% inferiore alla retribuzione della componente militare.

È giunto il momento – continua la nota – di definire funzioni, competenze e attribuzioni di incarico del personale civile della difesa.
Il riconoscimento della dignità professionale non può e non deve prescindere dal riconoscimento di una dignità retributiva.
Perso il treno del comparto sicurezza – conclude la nota – il Libro Bianco può e deve essere una nuova opportunità per riconoscere finalmente la peculiarità dei lavoratori civili che da sempre operano a fianco della componente militare per obbiettivi di difesa e sicurezza sia in ambito nazionale che internazionale.

Fua 2013-2014-2015

03.06.2015

Gentili colleghi,

volevo informarvi sull’andamento delle contrattazioni sul Fua 2013-2014-2015 che si sta svolgendo in questo periodo al Ministero (ultima riunione fissata al 3/6/15).

Con grande soddisfazione viene accolta l’impostazione portata avanti dalla nostra sigla sindacale, da tempo non sospetto sia a livello nazionale che regionale, così come avvenuto per il fua 2011/2012 negli incontri, nelle assemblee con il personale e nelle contrattazioni di sede svolte a fine 2014.

Il sistema di remunerazione del premio previsto per il fondo di sede ha senso ed è efficace se attivato  prima o almeno durante il periodo a cui si riferisce, mediante un coinvolgimento dei lavoratori,  tramite l’apporto e l’informazione alla  Rsu e OOSS.

Era pertanto corretta l’iniziativa, portata avanti a favore di tutti i lavoratori, con la richiesta di informazione sugli strumenti di programmazione degli uffici giudiziari.

Ed è proprio su questi strumenti di programmazione che il Ministero sta costruendo la sua proposta alle OOSS.

Riteniamo infatti che un corretto procedimento di valutazione dell’apporto del personale, in senso lato non solo per la parte di Fua contrattata a livello locale, presuppone almeno l’informazione, se non la condivisione, dei programmi e quindi degli obiettivi che un ufficio si pone, per garantire la consapevolezza di coloro che sono i principali attori che permettono il raggiungimento degli obiettivi programmati, cioè i lavoratori.

Vi terremo aggiornati.

 

IL COORDINATORE REGIONALE GIUSTIZIA

Alberto Di Cicco

a.dicicco@federazioneintesa.it – Tel. 3771662130

 

NOTIZIARIO FLASH 16 INCONTRO ODIERNO ORGANICI RINVIATO ALLA SETTIMANA PROSSIMA LA DISCUSSIONE – EXPO IL PROGETTO LA FEDERAZIONE INTESA NON FIRMA – RELAZIONI SINDACALI – COMANDATI – PASSAGGI AREA – PIANO VALORIZZAZIONE 2015 FIRMATO IL PROTOCOLLO D’INTESA

 

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INCONTRO DEL GIORNO 28 MAGGIO 2015

Presenti all’incontro il S.G. Arch. Recchia, il Direttore Generale Organizzazione Angelini la dott.ssa Passarelli con il suo staff, il Direttore Generale del Bilancio dott. D’Angeli, il Direttore Generale dei Musei Soragni, l ‘Arch. Mosca responsabile progetto Expo

ORGANICI

Il Direttore Angelini ha informato le OO.SS. che la discussione legata agli organici/passaggi orizzontali ecc. è rinviata alla prossima riunione. Per i passaggi d’area l’Amm.ne sta valutando un “provvedimento legislativo”.

DPCM DI ORGANIZZAZIONE

Abbiamo sollecitato nuovamente l’Amm.ne a chiarire la problematica nate dagli interpelli tra la DGB e la DGM in merito alla nomina dei Direttori di Biblioteca e alle integrazioni al DPCM sul personale delle Biblioteche annesse ai monumenti nazionali.

PIANO VALORIZZAZIONE 2015

Oggi ci è stato ripresentato il Piano di Valorizzazione per l’anno 2015. La nuova proposta dell’Amm.ne prevede 4 Progetti – rivolti ad una più ampia platea di lavoratori- per un costo totale di circa 3.650.000,00 Euro. Il “piano” sul ns. sito www.federazioneintesa.it al link coordinamento beniculturali.
La Federazione Intesa,dopo aver esaminato i vari progetti e aver verificato che le osservazioni poste avevano determinato i cambiamenti richiesti, e bilanciatole risorse messe a disposizione del personale, ha sottoscritto il protocollo d’intesa.
l’Amm.ne ci ha informato che la somma già impegnata dal FUA 2015 per l’apertura del 1 maggio 2015 è stata recuperata e sarà nuovamente integrata al FUA 2015. La Federazione Intesa ha preso atto delle informazioni e ha chiesto di conoscere nel corso della prossima riunione quali risorse sono ancora disponibili sul FUA 2015.

COMANDATI IN SCADENZA

Abbiamo sollecitato nuovamente l’Amministrazione ad una soluzione urgente per questi lavoratori, che si trovano in scadenza di proroga annua. Il dott. ANGELINI ha ribadito che il MiBACT proporrà nei prossimi giorni un decreto di proroga – già allo studio dall’Ufficio legislativo -.

RELAZIONI SINDACALI

La Federazione Intesa ha sollecitato più volte l’Amm.ne ad una verifica sul protocollo d’intesa sottoscritto ad ottobre 2014 “sulle relazioni sindacali”,. Protocollo che, viene puntualmente ignorato dai molti Dirigenti in periferia. Abbiamo chiesto inoltre l’intervento
“deciso” dell’Amm.ne su alcune regioni (Abruzzo,Marche,Emilia Romagna,Umbria Calabria Molise e Liguria) dove si stanno verificando notevoli problemi sulla gestione del personale anche per mancata contrattazione dei progetti locali e con iniziative personalistiche di alcuni Dirigenti. L’Arch. Recchia ha preso atto delle sollecitazioni emerse e ha dichiarato che l’Amm.ne stà già intervenendo su alcune realtà e su altre a breve interverrà. Inoltre ha comunicato che è stata già convocata dalla Direzione Generale dei Musei una riunione con i responsabili dei Poli Museali per il 10 giugno e con i Segretari Regionali il 5 giugno, al fine di riportare all’omogeneità le decisioni sulla gestione delle nuove realtà organizzative.

EXPO

L’Arch. Recchia insieme all’Arch. Mosca hanno illustrato il progetto che prevede un finanziamento di 1.350.000 (unmilionetrecentocinquantamilaeuro) prelevato dal Fondo Sviluppo e Coesione, che sarà gestito localmente. Gli eventi previsti dal progetto (sul ns. sito www.federazioneintesa.it al link coordinamentobeniculturali) si terranno in varie regioni d’Italia da giugno ad ottobre.

Il Coordinatore Nazionale
Renato Petra